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CIO, CONI, ITALIA & SPORT : Seguite l'odore dei soldi

di Umberto De Santis

La carta olimpica sancisce l'indipendenza dello Sport mondiale dai governi nazionali. Questo ha formato una classe dirigente in un settore all'inizio limitato e particolare, ma con il corso degli anni sempre più importante fino a diventare centrale nella vita delle persone. Una classe dirigente autoreferente che ha sviluppato sistemi che l'hanno resa più impenetrabile del Comitato Centrale del PCUS di una volta: si entra solo per cooptazione, cioè solo se vieni "chiamato". Tutto quello che nello sport è meritocrazia rimane fuori dalla loro porta. E il meccanismo si è diffuso a cascata fino alle singole federazioni nazionali e all'interno delle federazioni di ogni singolo sport, dove il meccanismo perverso di auto-alimentazione ha costituito di fatto regimi dittatoriali dove ci sono presidenti impermeabili a critiche e risultati sportivi autorizzati all'uso di ogni arma per mantenersi il consenso. E dove quella preferita è l'espulsione di chi non si sottomette.

Queste cose ce le diciamo periodicamente e ce le cantiamo in tutte le lingue del mondo. Gli esempi fateveli da soli andando a leggere i curriculum di tantissimi presidenti nel mondo, perché noi non possiamo visto che in Italia, per stare al riparo dalle querele, si può dire il peccato ma non il peccatore. Né troverete la stampa cartacea disponibile a trattare l'argomento, visto che l'attuale governo Conte è impegnato a smantellare anche la loro casta, l'Ordine dei giornalisti, quindi per similitudine...

Il potere si alimenta attraverso il denaro. Nel corso degli anni leggi opacizzanti nel nome della trasparenza ma nei fatti dell'inganno rendono illeggibili bilanci, attribuzioni, stipendi e regalie. Non è dato sapere, di quanti soldi in Italia amministra ogni singola federazione, quanti vadano davvero alla valorizzazione della disciplina e a promuovere lo sport come stile di vita. La nuova riforma approvata ieri dal Senato andrebbe in questa direzione, esautorando di fatto il CONI dalla gestione economica (gli rimarrebbero 40 milioni per organizzare l'attività olimpica) mettendo tutto nelle mani della nuova società di servizi che renderà conto direttamente al governo, la Sport e Salute Spa che a disposizione ne avrà oltre 400 togliendo perfino gli appalti delle strutture da realizzare dalle mani del CONI.

Un lungo elenco di notabili degli sport italiani che sta perdendo, o ha già perso, incarichi e prebende sta alzando la voce. Lo scontro frontale del presidente del CONI Malagò, che non riterremmo estraneo alla lettera di contestazione mandata dal CIO al Governo italiano in cui si ipotizza anche l'esclusione dai Giochi Olimpici, non ha avuto successo. Alcune federazioni stanno trattando per "salvarsi il salvabile", dove non sappiamo cosa sia il salvabile. Dall'altra parte c'è il pericolo concreto che l'influenza della politica tracimi oltre il limite - perché in ballo ci sono sempre centinaia di milioni di euro. La partita dei decreti collegati sarà davvero importante per il risultato che si conseguirà, più della legge stessa come è nello spirito di una legislazione nata da una legge-delega, di cui hanno stra-abusato anche i governi precedenti.

In ogni caso, seguite l'odore dei soldi dietro ogni considerazione che sentirete fare nei prossimi giorni.


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