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Il basket italiano non decolla in Europa: una settimana dai toni contrastanti

di Umberto De Santis

Quella dal 16 al 22 ottobre è stata una settimana molto intensa in campo continentale, visto che tutte le competizioni ECA e FIBA hanno preso il via e le squadre italiane ne sono state protagoniste, nel bene e nel male. Diremmo che con qualche eccezione più nel male: formazioni come Brindisi, Trento e Venezia pur cambiando allenatori e roster stanno mostrando lo stesso volto negativo della passata stagione come se la competizione europea fosse un peso obbligato da portare svogliatamente sulle spalle. Certo non come l'Asvel francese, che ha rimediato con il Fenerbahçe la diciassettesima sconfitta consecutiva in EuroLeague giovedì a Lione. Ma non c'è da ridere sulle disgrazie altrui.

Virtus Bologna. La stagione 2022-23 dei felsinei era stata caratterizzata da una falsa partenza in cui nelle prime giornate erano state buttate al vento diverse vittorie contro avversarie più abbordabili, condizionando poi negativamente il resto del torneo. Timore avvertito anche dopo la sconfitta interna con lo Zalgiris (che pure il 19 a Vitoria si è confermato squadra da blitz esterni) ma sembra oggi dissipato dalle due vittorie nella doppia settimana che hanno proiettato la Segafredo al terzo posto in classifica. Il roster di Banchi ha confermato la nostra opinione sulla passata stagione in cui la contemporanea presenza di Belinelli, Mannion e Teodosic in squadra oltre la rinuncia a Markovic indebolivano il complesso anziché valorizzarlo. E anche l'impressione che la riduzione del budget sia inversamente proporzionale all'efficacia del gruppo che va in campo. Scelte dolorose di cui non discutiamo, ma che hanno reso la Virtus competitiva. Ci sarà tra poco la necessità di una conferma già il 27 ottobre proprio a Lione: con l'Asvel attuale e forse con un nuovo coach la vittoria sarà indispensabile per coltivare ambizioni.

Olimpia Milano. La mancata gara con il Maccabi impedisce di avere un'opinione completa sull'attuale efficienza dell'EA7. I Gialli di Israele hanno però dimostrato di essere un complesso in forte crescita e di poter assorbire i danni morali e psicologici della guerra con la vittoria sofferta ad Atene seguita alla caduta di Valencia: il recupero fissato al 31 ottobre, alla luce della classifica, assume già un valore importante nella corsa ai playoff, obiettivo dichiarato dei due club. Intanto le gare con Olympiacos e Real Madrid confermano la tendenza di Ettore Messina a giocare ogni gara con rotazioni ridotte e alti minutaggi dei suoi pretoriani. Se ha pagato contro i greci del Pireo che lamentavano quattro assenze, di fronte all'organizzazione del Real si visto purtroppo che così non funziona e anche con un Pangos più che decente il problema non è il playmaker, è generale. Gli avversari marcano forte Mirotic e Shields, gli unici ritenuti con licenza di tiro senza limiti; i mismatch in difesa su Hall e Flaccadori sono certe volte imbarazzanti; gli alley-oop di Campazzo per Poirier addirittura mortificanti; la condizione fisica di Melli e Ricci assai precaria, come ci si poteva attendere dopo una stagione non stop con i Mondiali che ne seguiva una precedente con gli Europei, che ne seguiva una precedente con le Olimpiadi.

Aquila Trento e Reyer Venezia. Due formazioni caratterizzate dai lavori in corso con nuovi allenatori (Spahija può essere considerato tale, visto che è arrivato a squadra fatta nel 2023) che non riescono a decollare in Europa e hanno rimediato, ognuna nel proprio girone, un secco 0-3 in fatto di vittorie. Non è un problema di roster sia perché entrambe presentano nomi e composizioni stuzzicanti e ben equilibrati, sia perché è un problema condiviso con avversarie in campo continentale che il turnover annuale di giocatori lo subiscono. Basti pensare ai campioni di Germania del ratiopharm Ulm che se hanno mantenuto lo spagno Nunez hanno perso quel Caboclo che ha bidonato la Reyer. Un problema di mentalità societaria allora?

Dinamo Sassari. Bella e diafana come da diversi anni, la Dinamo ha padellato ancora una volta l'inizio della stagione. Fatto salvo il rimescolamento nel roster (che per noi non è più una scusante, visto che succede praticamente nel 90% di squadre in Europa) la caduta a Stettino è stata imbarazzante senza ombra di dubbio (85-60 al 30'). La Champions League, in un girone D molto equilibrato come composizione di squadre, offre nella regular season appena sei partite garantite: il cambio di passo prima di tutto mentale è indispensabile già contro l'AEK il 25 ottobre.

Bertram Derthona. L'esordio dei piemontesi contro una squadra che figurerebbe bene nel nostro campionato come Murcia è esemplificativo delle motivazioni del club che hanno dato quella spinta in più per una vittoria che rimarrà negli annali. Si vede la volontà di superare certe tensioni interne che hanno portato alla rinuncia di due giocatori altrimenti importanti come Christon e Macura e la trasferta in casa del Tofas il 31 ottobre sarà una cartina al tornasole indipendentemente dalla vittoria o dalla sconfitta.

Happy Casa Brindisi e Itelyum Varese. La sconfitta dopo un supplementare contro il Casademont Zaragoza è assorbibile da parte della Happy Casa, visto che gli spagnoli sono la prima forza del gruppo F. L'importante però è mantenere un equilibrio tra società e classifica in Italia (stasera c'è anche una trasferta a Napoli che la partenza in campionato della GeVi ha accresciuto in termini di difficoltà) che non condizioni negativamente le prestazioni di Coppa. Purtroppo il calendario rivuole i pugliesi in campo il 25 ottobre a Kalev. Bello e netto il debutto della Pallacanestro Varese a Cipro nel gruppo I per un club che ha le idee molto chiare sul cammino che vorrebbe fare in Europa: il 25 arriva il Gottingen a Masnago, attendiamo la seconda gara.


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