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Petrucci, i richiami divini, parlamentari: scherziamo o siamo seri?

di Eduardo Lubrano

C’è qualcosa di mistico e di autolesionistico nell’atteggiamento di Gianni Petrucci rispetto alla sua candidatura alla presidenza FIP, annunciata qualche giorno fa alla sua Pravda personale - per i non avvezzi a questo termine o per i più giovani Pravda in russo vuol dire “verità” - la Gazzetta dello Sport. Dice infatti Petrucci “Sui limiti ai mandati, il Parlamento ha detto che posso ricandidarmi: perché non accontentarlo?". Qui il nostro riassunto.

Nel gennaio di quest’anno lo stesso presidente della Fip aveva chiamato in causa Dio che secondo la sua interpretazione “E poi fino a che il buon Dio mi lascia sulla terra non posso pensare a cosa verrà. Soprattutto a due anni da fine mandato. Citando Andreotti, ancora non ho tirato le cuoia”.

Insomma tutto sembra richiamare il 1095 quando da Clermont, in Francia, Papa Urbano II lanciò la prima crociata al grido di “Dio lo vuole!”. Nota bene: le crociate non sono andate benissimo e si trattava di una cosa di estrema serietà, dunque richiamare un intervento divino, perché Petrucci lo fa spesso, per una cosa decisamente più semplice forse è un pò troppo. Davvero il Parlamento e Dio si preoccupano della ennesima candidatura del signor Gianni Petrucci alla presidenza della FIP? A quando allora l’investitura papale come avveniva per gli imperatori del Sacro Romano Impero?

Detto questo un po' per gioco ed un po' sul serio (solo per assecondare pensieri e parole del buon Presidente) la prossima elezione richiede che per essere eletti al soglio di via Vitorchiano, i candidati debbano ricevere i due terzi dei voti disponibili. Una sorta di plebiscito, un'elezione bulgara si diceva una volta. Ho scritto candidati ma per adesso c’è solo Petrucci che sempre sulla Gazzetta fa mostra di falsa modestia:” Questo non dipende da me. Io al basket mi trovo bene, la maggior parte delle persone mi vuole bene ed è il giudizio di chi crede in certi valori. Sono una persona normale, i fenomeni non fanno sport. Ho avuto buoni risultati e finché il buon Dio mi darà la salute, sono disponibile”. Ricordiamo che manca un anno circa all’elezione, un po' meno, comunque dopo l’Olimpiade di Parigi e quindi qualche altro candidato potrebbe anche palesarsi. O forse no.

Vedremo cosa vorrà il buon Dio per dirla alla Petrucci. Quanto ai due terzi beh ad oggi non è così scontato che la rielezione dell’attuale capo della federazione li abbia certamente. Almeno tre grandi Regioni avrebbero più di un dubbio. In un caso questo dubbio sarebbe stato esposto al Presidente  anche a brutto muso con la leggenda che racconta di una "fuga" di Petrucci dalla sede di questo Comitato per anticipare il rientro a Roma.

Nessuno ce l’ha con Gianni Petrucci persona, ma bisogna cambiare un sistema che lui incarna e tiene bloccato da troppo tempo e nel quale i risultati non ci sono al di là delle parole. Mondiali, Olimpiadi con i maschi, beh non dico che sono il minimo sindacale ma non dovrebbero essere nemmeno occasione per una sorta di Festa nazionale. Se non ci andiamo con regolarità è perché non produciamo giocatori di qualità a sufficienza e questo è responsabilità di tutti cioè del sistema. Pozzecco dove essere l’architrave del rinnovamento, dopo nemmeno due mesi dall’investitura a Cavaliere protettore della FIP è stato lasciato libero di accettare di allenare una squadra di Euroleague, giustamente secondo me. Per non parlare del movimento femminile del quale a questa dirigenza importa meno di zero. Dove sono i risultati?

Qualcuno mi dice è presto per parlar di elezioni. Forse. Ma non lo è per affermare che una parte del movimento è davvero stanca di questa gestione e che non è più disponibile ad accettare parole e concetti come quelli espressi da Petrucci :lui non è Atlante costretto a reggere il mondo sulle sue spalle. Basta. Basta. Basta. Sarebbe molto più divertente se dicesse :"Sono il signor Wolf, risolvo problemi".... 


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