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FIBA, televisione, governo: sui Mondiali la Federazione francese ne ha per tutti

di Umberto De Santis

Jean-Pierre Siutat, presidente dal 2010 della FFBB, la federazione basket francese, non ama le chiacchiere di corridoio, le mezze frasi, le allusioni. Va dritto al punto e, nonostante sia tornato a Parigi con un lusinghiero terzo posto conquistato ai Mondiali in Cina e sia stato festeggiato sugli Champs Elysées, è andato pubblicamente a colpire i tre bersagli che secondo lui hanno rovinato la World Cup di Team France.

FIBA. La Nazionale francese è dovuta recarsi nell'est della Cina per giocare il secondo turno, percorrendo quasi 1.400 chilometri poi al contrario per affrontare il Team USA, che aveva un trasferimento di poche decine di chilometri. E il volo era pubblico, e non con un charter privato, e il viaggio è durato complessivamente otto ore. Siutat ha già chiesto la revisione del programma olimpico per evitare il ripetersi di simili disagi che incidono pesantemente sul risultato del lavoro degli atleti.

Televisione. I diritti televisivi sono della FIBA che li ha venduti spacchettati. Canal+ li ha acquistati, ma non ha avuto i riscontri di pubblico che ci sarebbero stati su una emittente in chiaro. In Francia c'è una legge chiamata decreto "TSF", che garantisce agli spettatori l'accesso ai principali eventi sportivi su canali non crittografati, ma solo dalle semifinali in poi. Così sul canale M6 la semifinale con l'Argentina ha avuto 1,1 milioni di spettatori, la finali per il terzo posto con l'Australia no perché tornata criptata.

Governo. Siutat si è dichiarato sconcertato che nessun membro del governo abbia partecipato all'evento mondiale della FIBA. "Erano presenti molti capi di stato. Vi erano presenti molti governatori, ma nessun rappresentante francese, nessun politico francese" ha detto. "E questo è uno scherzo. Sul posto, mi è stato persino chiesto dove fossero..."


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