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LBA - Tre squadre sotto scacco Com.Te.C.: il giorno dei lunghi coltelli

di Umberto De Santis

Come sempre, la parte più interessante dei comunicati stampa è quella che si legge tra le righe e non quella delle righe. L'allarme della FIP dopo l'ultimo Consiglio federale (qui) e la risposta rintuzzante di Legabasket (qui) non davano l'esatta dimensione del problema se non per la figura personale del presidente LBA Egidio Bianchi che sarebbe ormai paziente terminale nei confronti del futuro dell'organizzazione.

Il sasso nello stagno - senza nascondere la mano ma senza entrare nei dettagli - lo lancia stamani Mario Canfora su La Gazzetta dello Sport. La dichiarazione è concisa ma tagliente: "Nei corridoi federali viene monitorata la situazione di tre club di A in posizione complessa, uno addirittura critica: il 16 dicembre, prossimo controllo Comtec, potrebbero esserci già sorprese."

A suo tempo, ci eravamo schierati fin dal principio della discussione contro l'ipotesi delle 18 squadre. Troppi club vivono alla giornata, non sono in grado di programmare un flusso di entrate costante non diciamo da un anno all'altro, ma addirittura da un mese all'altro. E' una verità endemica, frutto dell'improvvisazione di presunti manager reclutati col sistema delle raccomandazioni e delle amicizie, e di cestisti passati senza alcuna preparazione dal campo alla scrivania. E anche dell'incomprensione generale dell'ambiente cestistico e sportivo che non vuole accettare i mutamenti socio-finanziari dell' Italia e del mondo, e ritiene che tutte le realtà finanziarie che si avvicinino al basket siano esclusivamente mucche da mungere.

Con una analisi del movimento così spietata, era ovvio che passare a 18 squadre sarebbe stato aggravante - e così riteniamo succederà ai conti di EuroLeague dopo aver eseguito lo stesso cliché. Forse che adesso è vero che, senza il ventilato semiprofessionismo, anche 16 sono troppe. E la GIBA smetta sottobanco di fare la fronda: per difendere le proprie posizioni di retroguardia ha già contribuito ad affossare i vivai, e se difende le regole attuali finirà per affossare anche la serie A.

Mario Canfora non fa né nomi, né cognomi sulle squadre coinvolte così da mettere nel buglione tutte quelle che vivono alla giornata. Sui social i tifosi dell'una o dell'altra potranno già sfogare le ipotesi più probabili o bestiali, per un sabato dei lunghi coltelli mediatici. E fa riferimento a una scadenza tecnica - conosciuta dall'inizio della stagione da tutti - alla quale tutte le società si stanno preparando. Se sapranno correre ai ripari, le cosiddette "tre società" potrebbero arrivare a presentare i conti in ordine. Eludendo il problema strutturale.

Finché la barca va... che alla Orietta Berti avevano scritto "Fin che la barca va" perché con la tronca il verso non sarebbe stato cantabile...


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