“Domani non posso venire alla partita”: giocatore di basket espulso dall’Italia

di Redazione Pianetabasket.com
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 Ngange Diop, 20 senegalese richiedente asilo e magazziniere da mesi con la cooperativa Orso di Avigliana, ha dovuto scrivere sul gruppo WhatApp dell’Avigliana Basket, la "sua" squadra iscritta al campionato amatori Uisp in cui gioca - o meglio giocava - come pivot questo messaggio "Domani non posso venire alla partita". «Gangio», come lo chiamano tutti ad Avigliana, è dovuto andare via dall’Italia: un giudice qui ha stabilito, in base al nuovo decreto sicurezza che non c’è più posto per lui, che è diventato illegale. 

«Fino a 12 mesi fa avrebbe avuto tutti i requisiti per restare, ma i nuovi regolamenti hanno stravolto tutto» dichiara il presidente della Polisportiva, Francesco Calabrò a La Stampa di Torino. «La nostra realtà è rinata grazie ai tanti ragazzi dei progetti della cooperativa che abbiamo coinvolto negli sport, dal basket al calcio fino al calcetto femminile. È stato difficile spiegare ai compagni perché Gangio sia dovuto andare via, aveva conquistato tutti con la sua umiltà e il suo entusiasmo». 

Il post su Facebook della Polisportiva Avigliana

Lo abbiamo saputo solo ieri. Gangio il nostro giocatore della squadra seniores UISP della Polisportiva Avigliana Basket ha dovuto lasciare l’Italia perché considerato irregolare sul territorio nazionale. Gangio era arrivato da un paio d’anni in Valsusa nel progetto di Accoglienza diffusa per richiedenti asilo, dopo aver affrontato il viaggio dal Senegal attraverso il deserto e l’inferno della Libia per poi attraversare il Mediterraneo. La commissione che esamina le richieste di asilo, ha respinto per ben due volte la sua domanda e la settimana scorsa il giudice non ha ritenuto valida la richiesta di sospensiva del procedimento di espulsione, in attesa del ricorso in Cassazione.

Gangio in questi anni di permanenza nel progetto, si era perfettamente inserito nella squadra di basket ed aveva anche raggiunto una buona conoscenza della lingua italiana. Dopo alcuni mesi di tirocinio lavorativo, nelle ultime settimane aveva anche trovato un’occupazione presso una cooperativa sociale del territorio. Tutto questo per le nuove leggi sull'accoglienza nel nostro Paese, non è stato sufficiente per garantirgli un permesso di soggiorno. La cancellazione del permesso umanitario del “decreto sicurezza”, ha spezzato le speranze di una vita pacifica e sicura del nostro “gigante buono” amico e compagno di squadra.

Non sappiamo se adesso senza Gangio saremo più sicuri in Italia o se qualche italiano vivrà meglio senza di lui. Noi sicuramente sappiamo che ci mancherà moltissimo e speriamo di poterlo riabbracciare presto e riaverlo in campo con noi.

Buona fortuna Gangio con tutto il cuore!

Francesco
Per il Direttivo asd Polisportiva Avigliana Basket


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