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- La versione di Matteo Boniciolli sul "caso" Delfino

04.11.2016 12:31 di  Alessandro Palermo   vedi letture
Matteo Boniciolli
Matteo Boniciolli
© foto di foto Fortitudo Bologna

Le campane, come sempre del resto, vanno sentite entrambe. Nelle scorse ore abbiamo dato ampio spazio alle parole di Angel Cerisola, procuratore di Carlos Delfino, ora facciamo lo stesso con Matteo Boniciolli. Quest'ultimo, chiamato in causa dallo stesso Cerisola (LEGGI L'ARTICOLO PRECEDENTE), ha riferito prontamente la sua versione a Pianetabasket.com. Ma andiamo con ordine, facendo un doveroso passo indietro.

Nella serata di ieri contattiamo Cerisola, con la speranza di ricevere delle informazioni sul "caso" Delfino-Fortitudo Bologna, per spezzare un silenzio che durava da troppe settimane. Secondo Cerisola, un suo socio - definito tale dal procuratore argentino - sostiene che sia lo stesso Boniciolli a non volere Carlos in squadra. Portando, dunque, Delfino a valutare altre opzioni.

Strano, ci sorgono dei dubbi. Più che altro perchè l'allenatore triestino, in passato, ha sempre dichiarato di volere l'ex NBA nella sua Fortitudo. Sentiamo l'altra campana, sentiamo Boniciolli, il quale afferma di essere in contatto con Delfino già dall'anno scorso e che tra giocatore e Fortitudo si siano già stabilite le condizioni per l'eventuale fumata bianca. Il tutto - sempre secondo l'allenatore della "Effe" - gestito dall'agenzia "SPORT Lab", referente italiano di YouFirst. Secondo il coach ex Virtus Roma, tutto dipenderà dai programmi del giocatore e dal suo desiderio di rientrare nella NBA. Se Delfino dovesse realizzare il suo sogno, per la Fortitudo ci sarebbe ben poco da fare, altrimenti la porta sarebbe spalancata. Boniciolli, infine, ci tiene a sottolineare di non conoscere Cerisola e di non aver mai parlato con lui, come nemmeno la dirigenza fortitudina.

Alla fin della fiera, come sempre, i procuratori fanno il loro gioco. Questo presunto socio di Cerisola, però, chi sarà mai? Nel frattempo, il buon Boniciolli preferisce prendere le distanze dalle affermazioni del manager argentino.

Alessandro Palermo,
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